Io sono un gay pride

Posted Giugno 12, 2008 by lanegralatrante
Categories: la vita segreta degli orsi, perduto amor

Tags: , , ,

 

A metà mese gli studenti orsi ai quali mesi fa avevo affittato uno dei miei innumerevoli appartamenti sparsi per Roma, e che nel frattempo sono diventate delle magrissime fashoniste a forza di canne e seratine alcoliche per la capitale,  hanno deciso che possono anche studiare per la sessione autunnale al paese e poi cercarsi un alloggio meno caro alla fine dell’estate, meno caro del mio che ancora chiedo ottocento euro per tre camere e servizi praticamente in centro non so davvero cosa intendano, probabilmente andranno a ripassare sociologia delle infrastrutture coi barboni e i tossici del diurno di via Milazzo angolo principe Umberto, e buon pro gli faccia.

Mi sono messo dunque a fare le pulizie di questo piccolo appartamento al Quadraro, due passi dalla metro e uno dai quartieri più in dello chic xenofobo assai di moda ultimamente tipo il Pigneto, zona di sapori e odori intensi, pasoliniani, per non parlare degli effluvi di deodorante cheap delle trans ecuadoregne che la battono giorno e notte, instancabili come e più di Lorella Cuccarini, prima del collasso intendo, che voglio essere buona. Ho buttato via le cose più brutte, comprato qualche mobile usato da un rigattiere gay e serbo in parti uguali a Porta Portese, ho fatto allacciare una linea telefonica nuova: è diventato subito abbastanza chiaro insomma che ancora una volta l’inconscio l’aveva vinta sul raziocinio, quel poco che me ne rimane, e che le stampe finto Warhol da appendere alle pareti per mischiarle con le serigrafie vere che Andy buonanima mi regalò in punto di morte ‘ per avergli fatto fare tante risate ‘, dio solo sa come gli è riuscito di distinguerle da quelle che gli procurava la metanfetamina, non erano destinate ad allietare una coppia senza figli o i soliti tedeschi in cerca di un bed and breakfast dal sapore esotico, ma soltanto me.

Del resto, cambiare casa alla fine di un amore non può che fare bene, io poi sono anche una bella schizzinosa, non potrei sopportare di trascinarmi qualcuno nello stesso letto in cui ho fatto l’amore - lo fanno sempre gli altri, io sto lì che con l’aria di una che aspetta l’intercity per Caserta della mezza - con l’Altro della mia vita o del momento, preferisco cambiare letto allora o, dati i potenti mezzi a disposizione, direttamente indirizzo. E nelle ultime tre settimane, vale a dire da quando io e Matteo abbiamo chiuso, di gente per il mio letto ne sta passando davvero parecchia, per non parlare poi della cucina, del bagno, e per fortuna che sto al pianterreno e non ho il terrazzo, soffro di vertigini.

Comunque Matteo ci tiene molto a ‘ restare amici ‘, così mi ha detto, ho cercato di fargli presente che sono peggio della Bertè quanto ad amicizie, una gattara impazzita col complesso della Baby Spice, lui niente, impassibile per non dire sardo come sempre, mi è toccato per forza di cose organizzare un’inaugurazione estemporanea, tanto doveva passare da me a riprendersi i suoi cd e i suoi libri - invece mi ha lasciato gentilmente la confezione di lubrificante all’aloe vera da cinque litri che mi ha regalato per San Valentino - .

E’ rimasto piacevolmente colpito dal mio nuovo nido, gli ho mentito senza alcun rimorso raccontandogli che l’avevo appena comprato e che volevo passarci tutta l’estate da solo, lontano dai locali gay e dalle feste di orsi - non faccio praticamente altro ormai, sto mettendo su una panza alcolica spaventosa e una collezione di sapori scrotali sulla lingua che la metà negli anni ottanta sarebbero bastati a fare di me una stella dell’Olympia o la sfidante diretta di Ramba e Miss Pomodoro - a meditare sul triste epilogo del nostro concerto e a scrivere ovviamente.

Si è bevuto tutto come un rosolio e mica mi ha chiesto ‘ che stai scrivendo adesso ? ‘, almeno da sfidanzati la soddisfazione avrebbe anche potuto darmela, invece si è limitato a grattarsi la barba rossiccia all’attaccatura e a fare sì col mento, anche per lui è sempre stato più importante rimanere a casa, tra quattro mura - e quel tugurio di mura ne ha davvero quattro di numero - lontano dalle isterie della modernità e dalle foto wannabe, qualunque cosa voglia dire.

Infatti prima di andarsene col suo sacchetto di ricordi per fortuna non in comune mi ha domandato ‘ ma tu ci sei stato al gay pride ‘ ? ‘ No ‘ gli ho risposto coraggiosamente chiudendogli la porta e agitando la mano in segno di saluto.

Ho omesso di aggiungere che sono STATO un gay pride per tre settimane e per non meno di dieci individui diversi, non mi sembrava proprio il caso di rovinargli l’immagine di me intabarrata nel mio dolore come una donna della sua terra, orgogliosa, in piedi accanto ad un nuraghe a scrutare l’orizzonte in attesa del suo ritorno.

Dobbiamo o no restare amici ? Appunto: ad un amico le menzogne sono sempre più gradite che la verità ad un innamorato.

 

Breve invito a rinviare il suicidio

Posted Giugno 3, 2008 by lanegralatrante
Categories: la vita segreta degli orsi, perduto amor

Tags: , , , ,

” Chissà perchè la fine di un amore mi fa sempre tanto bene, non reagisco mai come come le comuni squinzie e gli stilisti da tentato suicidio io, anzi: è come se tutto il corpo venisse sottoposto ad una cura bisettimanale nella spa più lussuosa e fuori tempo massimo di Milano Marittima; la pelle mi si tira tutta su e attorno  meglio di un lifting tanto che mi sento già pronta a ballare un’estate intera di minuetti hip hop col Giustino, il figlio della portiera, il corpo si tonifica e raggiunge senza sforzi eccessivi il grado adeguato di cremosità e grasso superfluo tanto che tutti prendono a chiamarmi ‘ tesoro’, ‘ cucciolo mio ‘  e addirittura ‘ signora ‘, e poi lo sguardo appena velato di rimpianto inespresso è un’esca infallibile, si sentono tutti magicamente già pronti ad esplorare il mare in tempesta del tuo essere diva e donna, separata in termini consensuali ed amichevoli da uno che ti trascura per passare tutte le sere al pub irlandese con gli amici o a girare pessimi film. Sì, sono davvero brava io a superare il dolore senza fingere d’ignorarlo, senza lasciarlo infistolire nell’ennesima macchia di malinconia appena fuori campo, che poi me l’ha detto anche Paolo Fox l’altra sera alla festa di compleanno di DelNoce tra una ossobuco alla milanese e l’altro, voi dello scorpione siete più bravi nella sfiga che nella felicità…”

Così pensavo stanotte, seduta al buio nel salotto buono di casa mia, vale a dire di Palazzo Taverna, ci tengo a precisarlo perchè sia chiaro che io l’ici sulla prima casa la pago comunque, essendo ormai stata dichiarata patrimonio dell’umanità, e finchè non tolgono quella sulla sesta di festeggiare in piazza con Fini e i tortellini per me non è il caso.

Avevo già stretto il laccio emostatico e l’ago della siringa misto medatone e Aiax nuovo profumo di lavanda era lì sulla vena; Fassbinder, vale a dire il mio maggiordomo e tuttofare che per essere bello impossibile e dal sapor mediorientale ho scoperto nativo di Matera e iscritto al sesto anno fuori corso di scienze politiche, lo stronzo, era fuori per la serata ‘ di libertà’, come la definisce lui, che le libertà ormai se le prende un po’ ovunque e soprattutto con chiunque tra fratte e dune e locali con tessera arcigay di Roma e nulla insomma avrebbe potuto smuovermi dal mio proposito nè sabotarlo in alcun modo, non avrei fatto come quelle poverette che approntano il suicidio sulla base degli orari di rientro del marito o del giro di ronda della portiera per farsi salvare in extremis, io al mondo ho dato tante soddisfazioni, chiedete pure nei locali bear di Roma, ma quella di sopravvivere proprio non sono disposta a concedegliela.

Lo sguardo velato di lacrime vagava stancamente sul teleschermo lasciato acceso a bella posta per creare quel senso di morte a venezia e di decadenza viscontiana sul luogo della tragedia e poi perchè essendo la bolletta a carico di Monsignor Bagnasco che ha già opzionato la nuda proprietà dei miei beni in cambio di certe bazzecole a me non costa nulla, mi spiaceva soltanto il fatto che forse avrebbero trovato il mio corpo esanime davanti all’ultima puntata di X-Factor, nemici ne ho tanti specie nel giornalismo e si fa presto a spargere maldicenze a mezzo stampa sul cadavere di una morta insinuando che l’ha fatta finita per colpa dell’amore per dj Francesco.

Il telefono si è smesso a squillare e la segreteria mi ha restituito la voce del mio amico Ugo, 120 chili di omosessualità in olio d’isterica, mi ricordava che l’indomani all’alba dovevamo essere davanti alla Feltrinelli per comprare i biglietti del concerto di Madonna; poi un messaggio di Paola e Chiara per invitarmi alla solita serata trendy chic nel solito locale di frocie artistoidi, ‘ dài, vieni che ci sono le lesbiche che fanno la lotta nella panna montata ! ‘ hanno cinguettato in coro e in la maggiore nella cornetta prima di mettere giù; poi mia madre che mi ricordava quanto siano sbagliate le mie scelte, mica l’essere gay, i colori delle tende per la mia depandance di duemila metri quadri con sconfinamento nella canonica di san Giovanni in laterano, dice che il rosso Giuda non si adatta ad un’ambiente di preti e che ha già ricevuto una lettera di protesta dalla conferenza episcopale italiana; e alla fine ho sentito aprirsi l’uscio di casa, Fassbinder è strisciato dentro con quel suo passo da assassino per non dire da etoile mancata e con la tenerezza di Giselle mi ha sussurrato: ‘ ma che cazzo fai, stronzo ? ‘.

‘ Niente, così, mi ammazzo ‘ gli ho risposto io piccata e serissima tanto per non dargli soddisfazione. Lui mi ha guardato un istante con quei suoi occhi pieni di bruma autunnale che sembrava provenire da Brest e ha aggiunto ‘ Ah, allora va bene. Io vado a dormire. In caso condoglianze ‘.

Non ho ancora capito se me la he fatte per la morte che mi attendeva o per la vita che mi resta da vivere.